E INFINE FU IL TRIONFO.
Un'emozione inaudita...
Dopo 24 anni i nostri patrioti hanno riportato la coppa del mondo in terra italica...24 anni di delusioni, di speranze, di bel gioco, di arbitraggi allegri e di sfortuna: tre volte su cinque (Argentina 1990, Brasile 1994 e Francia 1998) la lotteria dei rigori ci ha fatto la colonscopia, ma stavolta ci siamo presi ciò che è semplicemente nostro.
Merito di un gruppo unico, guidato da un centurione che risponde al nome di Marcello Lippi, uomo di carisma e doti diplomatiche inarrivabili, che se nella vita avesse scelto di fare politica a quest'ora sarebbe già senatore.
E merito di un popolo, quello italiano, a cui puoi togliere il lavoro e la dignità ma se gli tocchi L'Italia Del Pallone sei morto...
Dite la verità...chi ci credeva? a parte scaramanzia e riti voodoo, molti a inizio mondiale avevano dato l'Italia per morta al girone o nella migliore delle ipotesi agli ottavi, per via di moggiopoli e roba varia. E invece no signori: L'Italia di uomini divenuti eroi della patria come Gattuso, Cannavaro, Zambrotta, Buffon e Grosso vince senza aver preso gol “veri” nelle 7 partite del torneo, e risulta imbattuta da 25 giornate.
Quanto cammino per arrivare alla finale, e quante emozioni... già dal girone... e potete scommettere che, se al posto di Ghana e company ci fossimo scontrati con l'Atletico Triggianello e la Selezione dei Tranvieri avremmo sofferto lo stesso, perché all'Italia e agli Italiani non piace vincere facile, piace soffrire e sputare sangue prima di arrivare a passare il turno, sempre e comunque, poco importa l'avversario.
Infine il gran giorno, il pomeriggio passato in giro a fare rifornimenti di tutti i generi, il clima irreale di attesa che si palpa nelle strade, interagendo con la gente che parla e non parla della partita, per pura scaramanzia o semplice ansia...le miriadi di bandiere esposte ovunque, il fracasso di mille trombe e il silenzio urlante del traffico, i punti vendita improvvisati di gadget azzurri...
L'inno nazionale che echeggia dai televisori di ogni appartamento, di ogni pianerottolo, di ogni condominio, di ogni palazzo della città, la gente (compresi donne, vecchi e bambini) in piedi a cantare Mameli con il pugno sul petto, il terrore quando siamo sotto di un gol dopo 7 minuti, la gioia infinita quando pareggiamo (Materazzi santo subito), il mio amico Camillo Benso Conte di Cavour che sviene per qualche secondo quando a Toni annullano un gol, io che quasi seguo il suo esempio quando si va ai supplementari: la testa mi gira peggio della Ryanair, prometto gesti estremi sia in caso di vittoria che di sconfitta, angoscia angoscia angoscia.
L'inqualificabile scatto d'ira di Zizou (che figura barbina di fronte a 2 miliardi di persone...ma...Materazzi che gli avrà detto?), la traversa che a Di Biagio 8 anni fa negò la semifinale che oggi ci sorride, Grosso che si appresta a calciare l'ultimo rigore...dopodichè IL DELIRIO DI GIOIA.
In casa mia, in casa tua, presso i maxischermi, dal meccanico, nelle ville da 2 milioni di euro, nelle carceri, negli ospizi. OVUNQUE SUL TERRITORIO NAZIONALE.
Ricordi vaghi, confusi...flash...
Mentre gli altri urlano sul balcone io da solo per terra vengo colpito da, boh, chiamiamola crisi convulsiva da scarica emozionale positiva post-stress, poi piango un po' abbracciato al mio compare Claudio Amendola, vado sul balcone e bacio una mia amica in fronte, e un'altra in testa (anche se in quel momento ero diretto decisamente altrove)...passa un istante e mi trovo in strada.
Bombe carta, fuochi d'artificio, bengala, bandiere, fumogeni, clacson, pentole, striscioni, necrologi per la defunta Francia, cori, urla, elicotteri delle polizia, camionette dei carabinieri...gente che fa il bagno nella fontana di C.so Cavour, gente che nella medesima fontana ci ha buttato un motorino, gente che nella medesima fontana ci gioca a pallone...
E adesso sono qui, alle 5.42, assonnato ma allo stesso tempo incapace di chiudere occhio...non mi capacito ancora di quanto accaduto, non mi rendo, un po' come tutti, ancora conto che siamo sul tetto del pianeta.
È “solo” delirio, è “solo” il popolo italiano che celebra sé stesso, è “solo” L'ITALIA CAMPIONE DEL MONDO.
Filippo Campobasso